La storia della Canapa

La storia della Canapa

La cannabis fu utilizzata dalle maggiori civiltà del mondo antico, incluse Assiria, Egitto, India, Grecia, Roma e l’impero Islamico. In Asia ad esempio, per diverse migliaia di anni è stata utilizzata la canapa per curare un’ampia varietà di patologie, soprattutto nella medicina tradizionale cinese a base di erbe, nella medicina Ayurvedica indiana e nella medicina tibetana.

L’impiego come analgesico nella tradizione cinese risalente presumibilmente al 2700 a.c. e da documenti dell’India Orientale risalente al 2000 a.c. circa.

L’Assiria è stata uno dei maggiori regni ed imperi mediorientali dal 1250 a.c. circa fino al 612 a.c.

Gli Assiri utilizzavano la cannabis sia come una droga psicoattiva psico-alterante, sia come un medicinale. Non appena la Canapa sativa si è diffusa nel Medio Oriente ed in Africa nel corso degli ultimi due millenni, l’impiego medicinale è stato adottato, in particolare nel mondo mohammediano, soprattutto in Persia ed in Arabia.

Infatti la parola “hashish” è di origine araba.

Con il trasferimento forzato degli schiavi africani in Sud America nel corso del 17° e 18° secolo, gli impieghi medicinali (ma anche ricreativi) furono importati nel continente, particolarmente in Brasile. La stessa diffusione culturale sembra essere avvenuta quando gli schiavi africani furono trasferiti nell’area caraibica.

Nelle Indie Occidentali, dove la cannabis è largamente usata, potrebbe essere stata introdotta dai lavoratori provenienti dall’India e da altre parti dell’Asia durante la metà del 1800.

La cannabis era utilizzata a fini medicinali nell’antica Grecia e nell’antica Roma, come menzionato in Herbal of Dioscorides.

Lo psichiatra francese Jacques-Josep Moreau, soprannominato “Moreau de Tours”, osservò l’effetto dell’hashish durante i suoi viaggi in Nord Africa nel decennio del 1830 teorizzando che inducesse psicosi e potesse essere utile nella cura di patologie mentali.

L’attività di Moreau ha stimolato la prosperazione del “Club dell’Hashish” di Parigi nel decennio del 1850. O’Shaughnessy, medico irlandese che lavorava per la Corona Britannica a Calcutta negli anni 1830, raccomandava la cannabis per dolori, sedazione, infiammazione, vomito, convulsioni, e spasticità, richiamando in maniera sorprendente tante delle situazioni attualmente trattate con la marijuana.

Come risultato dell’entusiasmo di O’Shaughnessy, estratti di cannabis furono adottati dalla Farmacopea Americana e dall’equivalente britannico. La Farmacopea Americana ha elencato la cannabis dal 1850 al 1942, disponibile per situazioni comprendenti dolori da lavoro, nausea e reumatismi (una premonizione del moderno uso come alleviante di dolori e spasticità).

Preparati a base di cannabis erano elencati nel Codice Farmaceutico Britannico del 1949. Era possibile ordinare tinture di cannabis dal catalogo Sears Roebuck del 1900. L’utilizzo di preparati di Cannabis in Occidente era ampiamente diffuso tra la metà del 19° secolo e la Seconda Guerra Mondiale, principalmente come sostituto di oppiacei e antispasmodici, analgesici, ipnotici (narcolettici) e agenti sedativi.

Storia della Canapa

La cannabis è stata usata per trattare un’ampia varietà di malanni, insonnia, emicrania, anoressia, disfunzioni sessuali, pertosse e asma. Tinture dispensate oralmente, soprattutto alcoliche, erano molto popolari, con centinaia di marche in circolazione.

A seguito della Seconda Guerra Mondiale, l’impiego medicinale è andato declinando a causa di numerosi sviluppi: limitazioni nella qualità della cannabis disponibile (potenza variabile, scarsa conservazione ecc.); l’introduzione di nuovi medicinali, includendo vaccini ed analgesici alternativi; lo sviluppo di siringhe ipodermiche che permettevano l’impiego iniettabile della morfina; l’utilizzo di analgesici e sedativi sintetici e non da ultimo la progressiva criminalizzazione della cannabis.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale e fino alla fine del ventesimo secolo, il lecito utilizzo medicinale è stato molto limitato, e le piante ed i loro preparati medicinali sono caduti in disuso.

N.B. La presente non intende sostituirsi al medico ma si limita a riportare quanto descritto dai ricercatori in letteratura meramente a titolo informativo.

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